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15/06/2010

Commenti

Andrea Gelpi

Scrivo in quanto astrofilo da quasi 40 anni.
Il titolo dell'articolo contiene una imprecisione. L'attività di cui si parla è quella solare e non quella stellare che non ha alcun effetto sul nostro pianeta, viste le distanze in gioco.
Tornando a noi, il sole ogni 11 anni ha un picco di attività e durante questo periodo la quantità di particelle che colpiscono l'alta atmosfera è maggiore che in altri periodi.
Durante le più intense tempeste solari, come vengono chiamate, si sono in passato avuti fenomeni stupendi, come le bellissime aurore polari, capitano infatti nelle regioni di entrambi i poli, ed interruzioni dell'alimentazione elettrica nei paesi ad alta latitudine, cioè quelli più vicini ai poli. Gli stati più colpiti di solito sono il Canada, la parte nord della Russia, l'Europa del Nord e l'estremità meridionale dell'America (Argentina e Cile).

I satelliti in orbita vengono colpiti continuamente dalle particelle del vento solare e l'aumento dell'attività solare e non solo è cosa perfettamente prevista e gestita dai tecnici.
Per la cronaca sulla stazione spaziale, che orbita intorno alla Terra a circa 350 Km di distanza sono presenti da 3 a 6 astronauti perennemente da anni ormai.
Non mi sono noti danni a sistemi informatici causati direttamente dall'attività solare. Unico problema potrebbe essere quello causato dalla mancanza di energia elettrica, ma mi risulta che ad esempio il Canada stia da anni lavorando per ridurre al minimo il problema.

Ritengo pertanto la notizia più di stampo allarmistico che notizia vera e propria.

emt

L'amico Alberto Cavallo di Tecnimont mi segnala quanto segue:

Ciao Enzo,
grazie della comunicazione, in effetti per me l'argomento in questi termini è nuovo. Si tratta di un problema che riguarda le linee di grandissima lunghezza in corrente alternata, inesistenti in Italia ed in generale in Europa occidentale ma utilizzate nel continente americano, in Cina ed in Russia

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