E’ evidente che un aggregatore di notizie possa essere un business o una
fonte più o meno diretta di guadagno.
L'idea nasce dal voler monetizzare le caratteristiche spiccate di aggregazione e di modularità offerte dai "generatori di contenuto" siano essi streamline di social network, blog, riviste, CMS o quant'altro produca un feed da poter gestire correttamente.
Monetizzare e gestire correttamente: due aspetti diversi dello stesso argomento.
Da un punto di vista di marketing essere proprietario di un sito/servizio che riceve n-mila accessi alla settimana, X visitatori unici e chi più ne ha più ne metta significa avere una grande leva pubblicitaria e conseguente potenziale valore economico.
Come rendere appetibile questo servizio per raggiungere i livelli di frequentazione descritti e utili al business?
La parola chiave è contenuti, ovviamente. E perchè non prenderli già pronti?
L'aggregatore di notizie svolge difatto un ruolo di rassegna stampa per quel dato argomento avvalendosi di una cernita a monte sulle sorgenti d'informazione e al tempo stesso sulla qualità dei contenuti selezionati.
Il tutto viene gestito tramite feed RSS.
Pertanto, se io volessi essere informato, ad esempio, delle ultime notizie dal mondo Apple posso importare un feed del servizio ipotetico importaquestoipoteticofeed.it/Apple ed avere comodamente tutte le notizie (originariamente sparse per la rete) concentrate e strutturate sul mio lettore di news preferito o direttamente sul sito web del servizio d'aggregazione.
Quindi il sistema è semplice: importo dei buoni contenuti, appetibili e li rendo disponibili tramite il sito web del servizio. Quest'ultimo, forte dei dati di accesso e della qualità dei contenuti, lo farcisco di pubblicità (i cui proventi andranno al titolare del servizio, non all'autore del contributo, ndr).
E' un accordo tra le parti, è business. Si perchè le fonti autorevoli che fanno da volano del servizio forniscono solitamente espressa autorizzazione alla pubblicazione/aggregazione dei loro contenuti e spesso sono loro stessi a chiedere di aderire. In cambio hanno una visibilità maggiore, una sorta di vetrina in più su cui essere presenti.
Fin qui è un meccanismo strano ma abbastanza lineare visti gli accordi diretti tra la fonte e chi la utilizza.
Il problema nasce quando vi sono degli aggregatori che non richiedono l'autorizzazione alla pubblicazione dei contenuti altrui o quando ci si imbatte in una catena d'aggregazione.
Immaginate quali controlli dei contenuti possano essere effettuati quando si presentano dei casi come quello che è successo a tanti tra cui anche a me, in cui il servizio di aggregazione aggregava a sua volta un aggregatore di notizie.
E' il caos. C'è il rischio di perdere completamente il controllo di dove i tuoi contributi sono pubblicati (senza autorizzazione) e con quale scopo. Nel mio caso, inoltre, essendo i contenuti rilasciati con licenza Creative Commons share-alike non-commercial, si prefigurava anche una violazione delle condizioni d'uso dettate dalla suddetta licenza.
Nel caso specifico pare si sia trattato di una sfortunata serie di eventi sfavorevoli ma posso affermare con certezza che analoghe o peggiori situazioni continuano a verificarsi in barba a qualsiasi tipo di netiquette, accordo o persino licenza.
Quanto emerge è un quadro in cui in molti stanno investendo quindi occorre sempre sgranare gli occhi e prestare la massima attenzione.
In questo contesto, al momento, significa: controllare sempre i link entranti, controllare la statistiche d'accesso, verificare anomalie, prendere dimestichezza con le query avanzate di google (e non solo) nonchè inserire svariati collegamenti ad altri propri post in modo da monitorare eventuali link entranti da risorse non conosciute o autorizzate.
Sì, al momento, visto che anche questo campo è quanto mai in continua evoluzione e reciproco adattamento.
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Taccuino


Sono assolutamente d'accordo sul fatto che l'autorizzazione alla pubblicazione degli rss vada richiesta. Questo anche se i feed per definizione sono fatti per essere divulgati, rimane comunque una questione di correttezza...
Il mio aggregatore Pokeruniverse.it chiede sempre autorizzazione via mail prima di utilizzare qualsiasi feed. Molti portali di poker hanno apprezzato e sembravano addirittura increduli...
Ora il mio aggregatore ha un form dove sono i proprietari stessi dei siti di poker a consigliarmi i loro feed rss.
Ciao
Scritto da: poker universe | 18/01/2011 a 14:59
Questo "guadagnarci" con i contenuti degli altri aggregandoli senza autorizzazione, facendo finta che "E' casuale" o "il feed si trovava in un altro aggregatore, cosa ne sapevamo noi" è sempre più fastidioso. Ottimi i consigli conclusivi del post. Stiamo in guardia, almeno sui nostri blog.
Scritto da: catepol | 24/01/2010 a 09:46