Con la crescente popolarità dei computer Apple, la situazione che li rende meno attaccabili da virus e malware è in evoluzione: certo il sistema operativo è molto più solido di altri ma sappiamo anche che nessuno può dirsi sicuro e se lo facesse sarebbe immediatamente da considerare insicuro proprio per questo.
Il pericolo è anche che molti utenti Mac si ritengono invulnerabili e compiono allegramente sciocchezze che sono "sicuramente" imperdonabili e il fatto che il loro numero aumenti non dovrebbe tranquillizzare.
Interessante a questo proposito un articolo di The Inquirer che cita una presentazione di Sophos alla conferenza Virus Bulletin 2009 a Ginevra in cui ha riportato un'attività di un gruppo Russo che offre 43 centesimi per ogni indirizzo di Mac compromesso: è tanto? è poco? quanto vale uno "scalpo" di un computer Mac infettato?
Poco se si considera che ancora la quota di mercato dei Mac è molto bassa ma chi si occupa di sicurezza sa che dall'osservazione di segnali marginali si possono cogliere trend che poi diventano rilevanti.
Non c'è dubbio che la crescente popolarità dei portatili Apple e il loro utilizzo in ambienti ad alto contenuto informativo, li renderà un bersaglio interessante ben al di là delle percentuali delle quote di mercato.


Quello che molto spesso viene a mancare agli utenti della mela è la consapevolezza del rischio, in quanto tale.
Il "maternage" offerto dalla solidità del sistema e la luminosità della facilità d'uso, spesso fanno si che l'utente medio Mac sottovaluti l'esposizione al rischio, comportandosi di conseguenza con una leggerezza che non avrebbe se utilizzasse un'altra piattaforma storicamente più attaccabile.
Cominciano ad essere in molti a "passare a Mac" dopo anni di schermate blu, bisognerebbe lavorare sulla sensibilità delle persone, come sempre.
Scritto da: Enrico Ingenito | 04/11/2009 a 10:31